Formazione Tecnica, Video

2 Soluzioni economiche per rendere le foto dei tuoi annunci irresistibili e professionali!

S e sei un agente immobiliare che io definisco “smart” (ovvero che tende a provvedere da solo a tutte le incombenze tecniche riguardanti la sua attività perché non ha bisogno di chiedere aiuto a nessuno) o se sei semplicemente un privato che sta cercando di vendere casa da solo (cosa che NON ti consiglio di fare, ma ovviamente la scelta è tua😉) questo articolo costituirà per te una risorsa preziosissima perché ti mostrerò due soluzioni efficaci e per ogni budget in grado di dare quel tocco in più di professionalità alle foto del tuo annuncio e renderlo più appetibile per un potenziale acquirente.

Avrai probabilmente sentito o visto su YouTube alcuni formatori (specialmente americani) ostentare il fatto che oggi basti un semplice iPhone per fare delle foto perfette e adatte al real estate:

Questa affermazione purtroppo, a mio modesto avviso, non è veritiera e ti spiego il perché…

Al di là delle caratteristiche tecniche che una bella foto deve avere, e quindi adeguata risoluzione, una perfetta esposizione (anzi, magari una leggera sovraesposizione, che non guasta mai perché rende l’idea di un ambiente più luminoso di quello che realmente è) e un perfetto bilanciamento del bianco (eliminare le dominanti blu, rosse ecc) quello che impatta subito l’osservatore occasionale di una foto di un appartamento o di una stanza è la sensazione di trovarsi dinnanzi ad un ambiente il più possibile AMPIO… in sostanza maggiore è l’angolo del cono visivo che si riesce a immortalare in un fotogramma (angolo di campo), maggiore sarà questa sensazione di grande spazio… e solitamente più una casa sembra grande, migliore è l’impressione finale per chi la vuole comprare, non credi?

Ebbene, questo parametro (angolo di campo o visuale) viene clamorosamente sottovalutato o addirittura ignorato da tutti i formatori che ti insegnano ad usare filtri, parametri di esposizione e quant’altro utilizzando gli smartphone… quando invece è forse l’elemento più importante in una foto in ambito di real estate.

Breve digressione tecnica: devi sapere che in ambito fotografico gli obiettivi vengono classificati essenzialmente per la loro lunghezza focale, che è la distanza tra il centro ottico della lente e il sensore (la “pellicola”, un tempo, oggi il sofisticato chip che raccoglie i fotoni trasmessi dalla lente e li trasforma in immagine). Abbiamo quindi obiettivi 35 mm. 50 mm. 80 mm. E così via.

Di per sé questo parametro non avrebbe un grande senso se da esso non scaturissero altre variabili importanti in fotografia, ovvero l’angolo di campo o visuale.

Senza entrare troppo nel dettaglio sappi che maggiore è la focale dell’obiettivo e maggiore sarà l’ingrandimento dell’oggetto ripreso e MINORE sarà il campo visivo rappresentato

L’estremo superiore di questo effetto lo abbiamo nelle foto cosiddette “fisheye” tipo GoPro o action cam (certamente creative ma poco rappresentative) dove le focali sono talmente basse da coprire una semisfera di campo visivo di 180°:

Questa bellissima infografica (credits: https://www.reflex-mania.com/cos-e-la-lunghezza-focale-un-obiettivo/ ) sarà più esaustiva di mille parole!

A seconda quindi della focale dell’obiettivo si individuano 3 classi principali di obiettivi:

  1. Normali: offrono una visione simile a quella dell’occhio umano e hanno focali attorno ai 50 mm. Gli smartphone rientrano più o meno in questa categoria.
  2. Grandangolari: riescono a catturare più oggetti distanti tra loro ma, va da sé che, a parità di larghezza della nostra foto, tali oggetti tenderanno a essere più piccoli rispetto a quelli rappresentati con gli obiettivi normali
  3. Teleobiettivi: riescono a catturare meno oggetti ma tali oggetti saranno molto più grandi e quindi l’effetto sarà di ingrandimento.

Nel settore del Real Estate è evidente quindi l’importanza di utilizzare una lente grandangolare, sufficiente a catturare un angolo visivo quanto più grande possibile senza però arrivare alle aberrazioni (antiestetiche) dei cosiddetti fish-eye, simili a quelle ottenibili con le action cam come la GoPro.

C’è però un lato negativo in tutto questo: queste lenti tendono a deformare le linee verticali e orizzontali, “bombandole” soprattutto ai bordi per far si che rientrino all’interno dell’inquadratura. Maggiore è la qualità della lente minore sarà questo effetto, tanto che per avere risultati professionali esistono grandangolari da oltre 1.500,00 euro (non scherzo, parliamo SOLO dell’obiettivo, neanche del corpo macchina!!!).

Come fare allora per ottenere delle foto dignitose restando attorno a budget comunque umani?

Le soluzioni che ti propongo oggi sono due:

Soluzione 1:

Resti col tuo smartphone (nel mio caso un iPhone 8) ma gli somministri degli STEROIDI acquistando, a parte e per pochi euro, una lentina grandangolare da anteporre all’obiettivo. Amazon pullula di lenti e lentine cinesi ma io sono riuscito a trovarne una davvero di qualità che ti darà tante soddisfazioni.
Il link diretto è questo: https://amzn.to/2xEGU9E
Come vedi nel raffronto che ho fatto in queste due foto:

i dettagli catturati col grandangolo (prima foto) sono di gran lunga maggiori rispetto al mio iPhone 8 “liscio” (seconda foto), anche se la qualità complessiva dell’immagine è leggermente inferiore e le deformazioni necessitano di una correzione in Photoshop (o altro software che consenta di intervenire sulla prospettiva dell’immagine). In questo video ti mostro come fare a modificare la foto scattata col grandangolo per renderla più raddrizzata, piacevole e professionale:

 

Soluzione 2:

Ti compri una fotocamera molto versatile che potrai utilizzare anche per foto più ravvicinate oppure per girare degli ottimi video. Sto parlando della celeberrima Canon PowerShot G7x mark 2, seconda serie di questo modello che ha fatto fortuna soprattutto presso i vlogger in quanto vanta una luminosità eccezionale anche in basse luci, ha un display ribaltabile a 180° che ti consente di filmarti in modalità selfie e ha uno zoom integrato equivalente a un 24 mm. (grandangolo) fino a 100 mm. (tele). Il tutto senza avere la scocciatura di comprare costosi obiettivi supplementari come nelle ultime mirrorless di fascia alta o nelle reflex. Come puoi vedere:

 

 

la stessa foto che ho fatto con l’iPhone “agli steroidi”, corretta in Photoshop, ce l’ho bella e pronta (senza alcun bisogno di successive elaborazioni) con evidente risparmio di tempo a studio. Noterai inoltre la grande differenza tra una foto scattata con questa fotocamera e l’iPhone “liscio” (senza grandangolo). La stanza assume una spazialità decisamente maggiore con la Canon rispetto all’iPhone (che di per sé realizza OTTIME foto dal punto di vista squisitamente qualitativo).

Il link diretto per acquistare la Canon Poweshot G7x mark 2 è questo: https://amzn.to/2NDlpAU

Per oggi concludo qui😉). Sarei felice se nei commenti mi dicessi che approccio hai con le fotografie dei tuoi annunci, se le ritieni importanti e quali accorgimenti tecnici adotti per renderle uniche e accattivanti. Passo e chiudo!

Riflessioni

Le 7 Mosse per Cominciare ad Operare come Agente Immobiliare Indipendente

S e stai continuando a leggere vuol dire che sei tra quella minoranza, caparbia e consapevole delle proprie capacità, che ha deciso di intraprendere la carriera da Agente Immobiliare indipendente, ignorando le “sirene ammalianti” dei franchising più aggressivi e convincenti (penso ad uno in particolare😃).

Ti dirò quali sono gli STEP che ho compiuto io una volta perfezionata quell’amatissima/odiatissima SCIA.

1 – Rivolgiti ad un Fotografo professionista per il tuo personalissimo Book Fotografico

Hai deciso di investire su te stesso/a per cui devi crearti un’identità basata sulla tua IMMAGINE e per far questo devi proporre la tua immagine al meglio, ERGO, no al fai da te, no ai selfie, no alla scansione della foto in vacanza dove “stavi bene”… Io mi sono rivolto a un professionista, Marco Miele (https://marcomiele.com) che, in poco meno di due ore ha realizzato in digitale un piccolo book fotografico da cui ora attingo per foto tessera (ricordo che nella SCIA c’è anche la richiesta di un tesserino di riconoscimento obbligatorio), foto di account social, biglietti da visita e quant’altro…

2 – Rivolgiti a un Tipografo per la realizzazione dei tuoi biglietti da visita

Il Biglietto da Visita dovrai sempre averlo a portata di mano. Personalmente ho optato per un modello formato carta di credito (quindi 85 mm. di larghezza per 54 mm. di altezza) in quanto quasi tutti i portafogli odierni hanno degli scomparti adatti alla loro conservazione, e un biglietto da visita più largo potrebbe non avere spazio sufficiente (e quindi maggiore probabilità di essere cestinato). Vi è poi la disquisizione se debba o meno contenere la tua immagine. Personalmente ritengo sia FONDAMENTALE: se conservi un sia pur minimo archivio di biglietti da visita che non consulti da qualche mese, scoprirai che gran parte di essi contengono informazioni di nomi e cognomi assolutamente sconosciuti, e questo ovviamente non va bene. Avere un volto di riferimento ti riporta immediatamente alla circostanza che ti ha messo in contatto con quella persona, che improvvisamente tornerà ad essere familiare. Per cui: SI AL B.V. CON LA TUA FACCIONA 🙂

3 – Cura la Pubblicità online

Quando si va a pesca è sempre importante NON lesinare sull’esca. Non ha senso imbastire un’uscita con barca e attrezzature costose e professionali se poi la lenza ha un amo scoperto senza alcun elemento attrattivo. Considera quindi una voce di costo importante mensile costituita dalla pubblicità. Al momento i portali di riferimento più accreditati sono:

immobiliare.it
casa.it
idealista.it

Ciascuno ha le sue regole, le sue tariffe per cui prendi contatti con i loro consulenti pubblicitari e cerca di negoziare un pacchetto che includa vetrine, posizioni TOP. Valuta l’idea, all’inizio (e comunque in funzione dei tuoi incarichi di vendita), di dedicare un budget non inferiore a 2-300 euro mensili per poi aumentare all’aumentare delle tue vendite (e delle corrispettive provvigioni!!)

4 – Cura i social

Fondamentale oggi, soprattutto per aumentare la tua autorevolezza e la tua presenza in rete, essere presenti sui social e fare PR partendo da Facebook e LinkedIN. Mi raccomando però, per quanto riguarda Facebook, di separare distintamente il tuo profilo privato dal tuo profilo professionale. Per quest’ultimo esistono le “pagine” che puoi creare gratuitamente e che ti consentono di poter inserire annunci pubblicitari a pagamento (che saranno oggetto di un futuro post a parte). Non commettere l’errore (che vedo con sempre maggiore frequenza) di utilizzare il profilo privato per vendere o locare appartamenti! Finiresti per essere schedato come venditore porta a porta e incorreresti nel più grave rischio di essere bannato da FB stesso (che vieta esplicitamente questi comportamenti).

Cura un minimo di curriculum su LinkedIn in quanto questo social ti consente di approcciare con realtà meno “casalinghe” e più professionali e ti offre la possibilità di essere visto come un professionista autorevole del settore.

5 – Iscriviti ad una associazione di categoria

Malgrado il ruolo degli agenti di affari in mediazione sia stato soppresso dall’8 maggio 2010, con l’entrata in vigore del D. Lgs. 59/2010 art. 73 (che ben dovresti conoscere se hai superato l’esame, vero?!😃) in Italia è un pullulare di federazioni e associazioni di categoria. Cito tra le più note:

FIAIP – Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionisti
FIMAA – Federazione Italiana Agenti di Affari in Mediazione
AIR – Associazione Agenti Immobiliari Riuniti

In assenza di un franchising che ti conferisca credibilità e autorevolezza l’appartenere a una di queste associazioni ti rende certamente più credibile al cliente che non ha mai sentito parlare di te ed è un investimento irrisorio (2-300 euro all’anno max) considerando il grande vantaggio che, attraverso di loro, puoi accedere all’assicurazione professionale obbligatoria ad un costo davvero esiguo: io ho aderito quest’anno alla alla FIAIP, che costa attorno ai 350,00 euro all’anno e ho potuto usufruire dell’assicurazione professionale per soli 30,00 euro, con massimali da legge vigente (per ditta individuale) di 260.000 euro.

Non da sottovalutare poi la possibilità, offerta da tutte queste federazioni/associazioni, di poter attingere ad un valido database di modulistica pronta all’uso che copre ogni fase della compravendita (acquisizione, proposta d’acquisto, preliminare ecc.)

6 – Crea (o commissiona) un sito web dove inserire i tuoi annunci e il tuo blog

Immobiliare.it e tutti i portali di vendita sono una realtà consolidata oramai ma, esattamente come accade per le strutture ricettive (alberghi, hotel, b&b, ecc.) per le quali, nonostante i vari Booking.com, TripAdvisor ecc. abbiano monopolizzato le prime posizioni su Google, i gestori continuano a curare la presenza in rete attraverso un sito univoco e di proprietà della loro struttura alberghiera, anche tu DEVI assolutamente gestire e curare un sito web sul quale pubblicare i tuoi annunci. E questo non solo perché costituirà uno spazio personale che nessuno potrà toglierti mai (su immobiliare.it, casa.it ecc. sei un “affittuario” non un proprietario), ma perché potrai curare, all’interno di esso, un tuo blog di news del settore che contribuirà ad elevare la percezione di qualità dei servizi che offri al cliente. Non ultimo, il fatto di poterti fregiare di una mail molto meno asettica e impersonale (come quella di gmail.com) del tipo mario.rossi@rossirealestate.it.

Ad esempio (vai a darci un’occhiata) il mio sito WEB dedicato alla promozione degli immobili che tratto è:
https://prodomotua.com

Come vedi il principio ispirativo è analogo ai vari portali immobiliari dove è possibile fare una ricerca per parametri specifici (mq, numero di stanze, prezzo, ecc.) con l’enorme differenza, però, che quel sito è casa mia e posso implementarvi, GRATUITAMENTE, tutti i servizi aggiuntivi che ritengo opportuni (non ultimo, ad esempio, il tour virtuale, che su immobiliare.it è una costosa opzione a pagamento).

7 – Comincia ad acquisire clienti attingendo alla tua rubrica telefonica

La famigerata “lista nomi” è un concetto cardine su cui si basa un’attività imprenditoriale che forse conosci e che si chiama “Network Marketing” e che può essere mutuata con successo anche nel nostro settore. In sostanza nel NM ti viene detto che devi buttare giù (su un blocco notes o su un foglio Excel) una lista di persone che abbiano avuto a che fare con te (e di cui conservi almeno un recapito telefonico) e successivamente contattarle convincendole (attraverso varie tecniche che ti insegnano e che ti fanno sembrare meno “opportunista” di quanto in realtà sei😂) ad acquistare il prodotto che stai sponsorizzando per conto di quell’azienda.

Nel nostro caso il compito è infinitamente più semplice perché non dovrai “pompare” un integratore alimentare, un caffè o un aspirapolvere, ma dovrai semplicemente informare parenti, amici e conoscenti della tua nuova attività, chiedendo se abbiano necessità di vendere, acquistare o locare un appartamento/villa/ecc.

Non hai minimamente idea di quante insospettabili persone, a noi vicine, abbiano questa esigenza e NON sappiano che svolgi questa attività!!

Lo screening telefonico di questa lista nomi  (ma può essere anche svolto in forma di aperitivo o pranzo o cena) è una fase importante che ti insegnerà a prendere dimestichezza con il telefono in un ambiente costituito da contatti “caldi” (ovvero persone che in qualche modo già conosci) e ti servirà da palestra per quando, prima o poi, ti rivolgerai a contatti “freddi” (persone a te sconosciute, magari amici di amici). In questo modo avrai la possibilità di fare le prime acquisizioni in maniera estremamente semplice e naturale.

Bene, ora che hai completato questi step hai tutto il necessario per iniziare a guadagnare le tue prime provvigioni da agente immobiliare serio, professionale e autorevole. È chiaro che il discorso non finisce qui perché poi, soprattutto in ambito di acquisizione e vendita, esistono intere pubblicazioni che approfondiscono questa o quella specifica strategia ma, a mio avviso, partire col piede giusto, seguendo questi step nell’ordine che ti ho indicato, è un ottimo modo per approcciarsi a questa professione.

Condividi questi STEP? Credi ne manchi qualcuno che non ho elencato? Sarei felice di sapere cosa ne pensi, puoi postare la tua idea nei commenti qui sotto. Alla prossima!

Formazione Tecnica, Video

Come realizzare un tour virtuale: la mia (bellissima!) esperienza con my360

Se nell’articolo precedente “rimandavo a settembre” il popolarissimo software online Cupix (https://cupix.com) stavolta mi ritrovo a promuovere a pieni voti questa meno nota web app dal nome abbreviato “my360” e dal link (difficilissimo da ricordare e lunghissimo) https://my360propertyvirtualtours.com. Politica di pricing estremamente aggressiva (nessun limite al numero di foto a 360°, nessun limite allo spazio utilizzato, nessun limite al numero di tour virtuali, ecc. ecc.), estrema intuitività di tutte le funzioni, gestione dei tour virtuali con particolare attenzione al marketing (call to action volte all’acquisizione di lead), facilità di integrazione ed embedding su tutti i principali browser di smartphone, tablet, Mac e PC fanno di questo software, al momento, la MIA soluzione preferita. Mi auguro che la piattaforma ideata da Scarlett Smits & Lee Collins decolli come merita.

Ed ora il video in cui ti mostrerò passo passo come realizzare, partendo da zero, il tour virtuale di un appartamento. Buona visione!!

Formazione Tecnica, Video

Come realizzare un tour virtuale: la mia (brutta) esperienza con Cupix

Lo so, Cupix è il fenomeno del momento, il software rivoluzionario per creare tour virtuali che permette cose fantascientifiche, scansioni tridimensionali automatiche e addirittura la possibilità di rilevare misure precise al centimetro senza aver tirato fuori dalla borsa il nostro distanzimetro laser… fatto sta che… con me non ha funzionato!!!

Per ben due volte ho tentato di ricostruire virtualmente l’appartamento che sto vendendo, con scarsi e frustranti risultati. La prima volta ho scattato un numero di foto che forse era troppo esiguo e insufficiente al programma per svolgere correttamente le sue funzioni. La seconda volta, però, ho anche esagerato con gli scatti, ma anche in questa occasione il software non è riuscito a “stitchare” correttamente i vari ambienti. “Rimandato a settembre”? Sicuramente, concederò altre possibilità a questo imponente programma che, peraltro, non si scarica ma funziona interamente online (vai su https://cupix.com), soprattutto perché in rete oramai sta diventando lo standard a basso costo (senza andare a scomodare il colosso https://matterport.com) per realizzare tour virtuali completamente interattivi.OK, inutile andare avanti, perché ho realizzato appositamente per te un VIDEO dove ti spiego come funziona Cupix, come (si dovrebbe) realizzare un tour virtuale con Cupix e perché a me non ha funzionato. Trovi tutto qui:

 

Riflessioni

Dove vai, se il tour virtuale dell’immobile non ce l’hai?!

Stai cercando di vendere casa da solo e vuoi rendere ancora più irresistibile e accattivante il tuo annuncio di vendita? Hai mai provato a realizzare un virtual tour della casa che stai vendendo?

OK partiamo dal principio: è un fatto certo che l’Italia (e l’Europa), in campo di marketing e tecniche di vendita, viaggia su un treno che è perennemente in ritardo di almeno due-tre anni rispetto all’”AMMERICA”… I marpioni d’oltreoceano, quando si tratta di vendere (specialmente in campo immobiliare) ne sanno una più del diavolo e solitamente quello che applicano in questo preciso istante, da noi arriverà (FORSE) tra qualche anno. Un esempio pratico? A New York lo skateboard elettrico è un mezzo con cui oggi ci si muove abitualmente per piccoli spostamenti, quando da noi lo si trova forse su Amazon come oggetto di nicchia (peraltro con le buche che abbiamo a Roma sarebbe un suicidio, ma questo è un altro discorso!!!). Però da noi comincia ad avere un certo successo l’hover board, soprattutto tra i più piccoli (ovviamente in America è presistoria!)… è già un passo avanti!

È stato così anche nel settore immobiliare (l’onda lunga della crisi, partita con il crollo delle grandi banche americane, da noi è arrivata dopo qualche anno e ancora sta mietendo vittime), è stato così per il franchising immobiliare (lo hanno inventato loro partendo dalle catene di fast food!), per la formula “rent to buy” o della più recente “buy to rent”… è così ora per il VT, meglio noto come Virtual Tour.

Devi infatti sapere che è sempre più frequente (tanto che, ad esempio, il noto portale Immobiliare.it lo sta proponendo agli inserzionisti come un servizio aggiuntivo a pagamento) trovare, all’interno di un annuncio di vendita, la possibilità di “entrare” virtualmente nell’immobile in oggetto e passeggiare virtualmente all’interno delle sue stanze, come se fossimo fisicamente lì anche se in realtà ci troviamo a km di distanza.

Una vera e propria “rivoluzione” virtuale che se prima era appannaggio di costosi hotel di lusso o di navi da crociera che potevano permettersi budget importanti per la realizzazione di questi “filmati” interattivi, oggi è alla portata di tutti a costi sempre più accessibili.

Posto il fatto che, a mio modesto avviso, NESSUN tour virtuale, per quanto ben fatto e accattivante, potrà mai sostituire la visita in carne ed ossa di un immobile, è comunque innegabile che la sua istituzione e il suo affiancamento alle foto consuete che compongono l’annuncio di vendita, comporti innumerevoli vantaggi, lato acquirente e lato venditore. L’acquirente può infatti visitare l’immobile senza la necessità di spostarsi dal suo divano, ma soprattutto può concentrare la sua attenzione su ciò che LUI (e non il fotografo) ritiene importante e decisivo per una scelta finale. Il venditore, di contro, attraverso il VT, può operare sin da subito, una preselezione dei potenziali acquirenti perché se è vero che l’estremo “realismo” del virtual tour tende ad evidenziare, senza ritocchi o inquadrature esageratamente “grandangolate”, ogni aspetto (anche di vetustà) dell’immobile, e quindi, magari, subire un decremento percentuale degli appuntamenti sul posto, è anche vero che quei contatti che continueranno ad essere interessati ad una visita reale (nonostante abbiano conosciuto i limiti di un immobile “struccato”) saranno molto più qualificati e pronti allo step successivo della proposta di acquisto. Senza contare il grande risparmio di tempo del venditore che eviterà la visita dei sempre più frequenti clienti distratti e frettolosi che hanno confuso un attico con un piano terra con giardino.

Io ho cominciato da poco ad integrare i miei annunci di vendita con un virtual tour e devo ammettere che il discorso della “prequalificazione” degli aspiranti acquirenti si sta rivelando un fatto certo.

E tu che ne pensi? Concordi con me o sei tra le persone che ritengono negativo il fatto di mostrare tutto e subito, senza la possibilità di “giocartela” durante l’incontro con il cliente, portandolo a vedere solo quello che decidi tu debba vedere? Sarei felice di intavolare con te una discussione in merito!

P.S.1 Dimenticavo: nei miei incarichi di vendita in esclusiva  il virtual tour è un servizio che offro al cliente gratuitamente assieme a tutto il resto…

P.S.2 Ah! Non perdere il prossimo articolo (che in realtà sarà un VIDEO) dove ti insegnerò ad usare la fotocamera a 360° del momento (ovvero la Insta360 ONE) per realizzare un tour virtuale della tua abitazione!

Formazione Tecnica, Video

Esercitazione pratica di calcolo della Superficie Commerciale di Vendita

N el precedente articolo sulla S.C.V. E nel corrispondente video mi sono concentrato molto sulla parte teorica, ti ho spiegato l’importanza di questo parametro e le fonti normative da cui discende (sostanzialmente dal DPR 138/98, noto come “riforma catastale”). In questo secondo video ti mostrerò passo passo come calcolare e indicare correttamente, all’interno dei tuoi annunci sui portali di vendita (o nei tuoi business plan!), la giusta metratura commerciale dell’appartamento che stai vendendo o che stai trattando.

Questo dovrebbe essere sempre, a mio avviso, l’approccio corretto e professionale di chi si accinge a proporre in vendita un immobile. Io, almeno, opero così per tutti gli incarichi di vendita che mi vengono commissionati. Poi c’è chi si fida della parola del proprietario, chi misura una piantina catastale con il righello di plastica e la calcolatrice solare trovata nell’uovo di Pasqua. Ognuno ha il suo approccio. In questo video ti faccio vedere il mio. Buona visione!!!

Formazione Tecnica, Video

La Superficie Commerciale di Vendita: questa sconosciuta…

S e stai cercando di vendere casa da solo (P.S. ma anche se sei un consulente immobiliare o un agente che ha appena ricevuto un incarico in esclusiva) questo articolo ti sarà sicuramente utile perché farà chiarezza, una volta per tutte, sul concetto di “Superficie Commerciale di Vendita” (o S.C.V.). Ho preparato per te DUE video molto esaustivi in cui ti spiego in cosa consiste questo importantissimo parametro tecnico e quali sono le fonti normative da cui deriva, in modo da non lasciare spazio ad interpretazioni fantasiose o personali. Devi infatti sapere che pochi indicano correttamente questo parametro, con lo spiacevole risultato di fare una figura davvero poco professionale davanti al potenziale acquirente, che magari si aspettava una superficie nettamente più ampia.

Non ti anticipo nulla (altrimenti i video che li ho fatti a fare?!) ma ti rimando direttamente ai DUE video:

 

Riflessioni

Perché un blog sulla formazione tecnica immobiliare?

F orse sarà la crisi (tutt’altro che alle spalle, a mio avviso), fatto sta che su internet è tutto un pullulare di nuovi blog e gruppi Facebook rivolti al “come far soldi con gli immobili”, “come diventare ricchi con gli immobili”, “come diventare imprenditore con il trading immobiliare”, “come arricchirsi con aste e stralci”, “come diventare coach immobiliare”, “come XyZ con l’immobiliare” ecc. ecc. ecc.

A giudicare dal numero di iscritti ai vari gruppi che si possono verificare su Facebook sembrerebbe che questa nicchia di mercato (oramai divenuta una piazza affollatissima in realtà) sia una miniera d’oro molto profittevole per chi si è armato di piccone a suo tempo, cavalcando l’inizio della crisi. Fioccano corsi on-line, corsi in aula, corsi “live” ecc. ecc. e c’è sempre il “sold-out”.

In qualità di ingegnere civile, imprenditore edile, realizzatore di corsi online e agente immobiliare (quale sono attualmente) osservo con molta attenzione e rispetto questi nuovi esperti del come far soldi con l’immobiliare, perché se è vero che la parte più critica e “rompiballe” del mio carattere tende a stroncare l’eccessivo pressappochismo e superficialità con cui spesso vengono affrontati argomenti come quelli delle aste giudiziarie, degli stralci o della cessione di compromesso, dall’altro devo comunque riconoscere che l’essere stati capaci di attirare una audience tanto motivata ed entusiastica è certamente un merito che va riconosciuto a questi motivati (e motivanti!) imprenditori e coach.

Ho un bagaglio di esperienza ventennale che mi consentirebbe di affrontare in maniera estremamente professionale (e forse più “dettagliata”, rispetto a tanti pseudo-guru dell’immobiliare) certi argomenti di cui sopra, ma mi guardo bene dal farlo ORA, perché fino a questo momento le mie esperienze dirette e personali con il “bisinisss immobiliare” non sono state ancora meritorie dell’apertura di un blog esclusivamente dedicato ad esse.

Sto lavorando a diverse iniziative immobiliari che spero diano i loro frutti in questo anno solare (o entro il prossimo) ma fino ad allora sarebbe ingannevole millantare successi “teorici” (Excel è un software diabolico che va usato con molta prudenza!!!) senza averli ancora effettivamente ottenuti.

Cosa fare allora nel frattempo per assecondare questo enorme desiderio di condivisione di know-how che possa risultare utile alle persone?

Beh, se vuoi avere successo e fare soldi nell’immobiliare devi sottoporti a un processo simile a quello della costruzione stessa di una casa: se non getti solide fondazioni (va beh, qui prendersi una licenza poetica e dire “fondamenta” sarebbe stato più giusto, anche se tecnicamente sbagliato, accidenti all’ingegnere che è in me!😂) non puoi arrivare a gettare un tetto stabile… analogamente se vuoi diventare ricco con gli immobili, con le aste, con gli stralci, ecc. ecc. non puoi NON avere una FORMAZIONE TECNICA solida e focalizzata sui fondamentali.

È per questo motivo che ho realizzato il blog alessiopalmieri.it.


Fornire una formazione tecnica a chiunque desideri affrontare un’attività legata all’immobiliare
:

dal farmacista che decide di diversificare la sua attività diventando immobiliarista, all’agente immobiliare, fresco di esame alla Camera di Commercio, che vuole approfondire argomenti che in aula non sono stati mai affrontati, all’agente immobiliare esperto che desidera integrare le sue tecniche di vendita con nuovi strumenti emergenti (vedasi virtual tour, home staging, ecc.).

Sapere la differenza tra superficie commerciale e superficie calpestatile, avere chiari i criteri di valutazione di un immobile, sono l’ABC di chiunque voglia cimentarsi nell’immobiliare e noto purtroppo che vi è ancora una grande ignoranza e impreparazione nel settore (anche da parte degli stessi “addetti ai lavori”!).

La mia ambizione è rendere questo blog un riferimento nel settore della formazione immobiliare e riuscire, col tempo, a creare una community di persone appassionate a questo profittevole e affascinante mondo… Spero di farcela!😉